sabato 1 febbraio 2020

Momenti di scioglievolezza norvegese

Oggi ho un’intensa voglia di cioccolata. Sono golosa, che posso farci? Non solo di dolci, per la verità, ma la cioccolata è sempre una tentazione fortissima. La voglia mi coglie improvvisa mentre sto lavorando, e il pensiero va al blocco di cioccolata fondente che ho nel cassetto, e che morderei volentieri; ma poi in effetti penso che non ho un coltello adatto, che non riuscirei a tagliarla in modo adeguato, che neanche posso addentarla (si tratta di un blocco piuttosto grosso) e quindi desisto.
Ma, naturalmente, cosa succede quando non puoi fare una cosa? Il pensiero della cioccolata continua a ronzarmi in testa, e per associazione di idee mi viene in mente quella che mi comprava mia nonna quando ero piccola. All’epoca esistevano delle tavolette più o meno quadrate di una nota marca (non so se quel formato si trova ancora) declinate in diverse varianti: fondente, al latte, alle nocciole e al miele (ecco, questa sono sicura che non l’ho più vista in giro). Mia nonna me ne comprava sempre una piccola scorta per la Befana, insieme a dei pezzi sfusi di vari colori: oltre al classico marrone c’era quella rosa, alle rose appunto, e verde, al pistacchio.
Più tardi, per un certo periodo mi piacquero parecchio le tavolette di cioccolato ripieno. Niente liquore, per carità, ma tavolette suddivise in quadratini bombati ripieni di una mousse alla fragole o di uno sciroppo dolce alla ciliegia che mi mandava in brodo di giuggiole. Oggi preferisco di gran lunga il cacao poco lavorato, ma da ragazzina questo abbinamento lezioso di sapori e consistenze mi deliziava. Mettevo in bocca un quadratino ed ecco che, appena iniziava a sciogliersi l’involucro esterno, scoprivo un piccolo cosmo completamente diverso. Era come assaggiare un tesoro nascosto, come una sorpresa sempre nuova. Come una perla dentro un’ostrica. Come le Danze Norvegesi di Grieg, deliziosamente tripartite: un involucro grintoso di theobroma croccante che lascia spazio ad una parte centrale morbida e meditativa. 
Sono sicura che oggi quel tipo di cioccolata non avrebbe lo stesso sapore, non sarebbe altrettanto buona, quindi credo che dopo tutto mangerò un pezzo della mia classica fondente, più ragionevole e sensata. Però, ascoltando Grieg!




Alessandra Ghilardi

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