martedì 7 gennaio 2020

Riposto l’abete, ripòsto Strauss

L’atmosfera natalizia, si sa, termina con l’Epifania. Ma soprattutto termina con l’atto di riporre le decorazioni natalizie, in attesa di essere appese di nuovo il prossimo anno.
Quello di preparare l’albero ai primi di dicembre e poi disfarlo per la Befana, mettendolo quasi “a dormire” in vista del Natale successivo, è un rito preciso che ha sempre scandito i miei inverni, da quando ero bambina. Al mio vecchio abete in plastica, che ormai ha perso innumerevoli pigne ed è decisamente spelacchiato, ho sostituito un albero nuovo in stile scandinavo, più moderno e minimal, ma il rituale non è cambiato. Stessi gesti di quando ero piccola, stessa fiducia nell’anno appena iniziato.
Di solito, nei giorni immediatamente successivi al rientro a scuola, con l’atmosfera tornata quella di sempre, lungi dall’essere triste per la fine delle vacanze, mi sentivo invece piena di energia e pronta ad accogliere tutto quello che di bello sarebbe potuto capitare. Oggi, questa sensazione accompagna ancora i miei inizi d’anno, così come i miei inizi di settimana: il lunedì per me è sempre un giorno felice e carico di aspettative, poco importa che magari vengano disattese dall’andamento del resto della settimana. Il lunedì io sono sempre di ottimo umore. Quindi, siccome oggi è martedì, ed è pure la fine del periodo natalizio, e di conseguenza l’inizio del ritorno alla “normalità”, io mi sento inevitabilmente di ottimo umore. Cosa porterà quest’anno? Quali frizzanti novità, quali sfide professionali, quali incontri con persone interessanti? Quante cose da imparare, libri da leggere, meraviglie da scoprire?
Augurando a tutti gli Epicurei un buon rientro e una buona ripresa di qualunque cosa facciano di solito, riposto il mio bellissimo albero di Natale, ripòsto un brano di Strauss, come già avevo fatto per Capodanno. Possa la quotidianità di tutti noi avere il sapore frizzante della Trisch-Trasch Polka




Alessandra Ghilardi

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