venerdì 6 dicembre 2019

Un magnifico corpo recitante è scomparso 25 anni fa



E che gli vuoi dire: La classe operaia va in paradiso è uno di quei film meravigliosi, modernissimi, eterni, disturbanti, terrificanti, che ho visto una volta e non voglio vedere mai più, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto invece l’ho visto fino a consumarlo (quasi), Todo Modo è un film semplicemente troppo, talmente troppo da perdercisi dentro; e poi ha detto no a Coppola per Il padrino a Bertolucci per Novecento, ai Taviani per Padre padrone.
Ma più di tutto, più di tutto tutto, ecco, io Gian Maria Volonté lo amo quando fa il cattivo, o il quasi-cattivo nei film di genere (Per qualche dollaro in più, L’armata Brancaleone, Per un pugno di dollari), perché io penso che in quei ruoli sprigioni una fisicità incredibile, con quello sguardo severo e corrucciato che s’illumina di una luce crudele e furba, e più di tutti Teofilatto, oh mio dio Teofilatto, e "Cedete lo passo - Cedete lo passo tu - Sono Teofilatto dei Leonzi, ti vedo e ti piango". Che poi in tutti i suoi film Volonté è attore mortalmente fisicissimo, quasi insostenibile, ma diamine, quando fa il cattivo!

Il fatto è che Gian Maria Volonté recita come io vorrei scrivere, roba da “ti sfido a staccare gli occhi da me, stronzo”, perché lui, con quella faccia, con quella voce, con quello sguardo è come una mano gigante che ti tiene la testa ferma, e al massimo tu puoi sgranare gli occhi e annuire, ma piano, con discrezione, per non disturbare e non distrarti.
Perché il carisma di Volonté non è il carisma del divo, o dell’attore impegnato o che, ma è quello di un’energia potentissima e integra e perfettamente coerente, nelle sue sottrazioni, nei suoi istrionismi, come se lui fosse un amplificatore caricato alla grandissima, che amplifica e illumina tutto quello che gli sta intorno, e vi si inserisce alla perfezione, come nel suo elemento naturale; e questo splendore si comunica, annulla ogni distanza, e anzi sfida chi lo osserva a muoversi con la stessa naturalissima padronanza, con la sua umile autorevolezza, come rotta e timoniere di tutto ciò che lo circonda.

E allora Gian Maria Volonté potrà pure essere il grande attore dimenticato, ma chi se ne frega, perché tanto è stato, è e sarà un grandissimo tra i grandissimi.

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