sabato 7 dicembre 2019

70 anni di Tom Waits


E che vuoi fare, due giorni, due persone strafighe che desidero celebrare con tutta l’anima, e oggi tocca a Tom Waits, che credevo essere un attore e invece è una delle voci, uno dei corpi, una delle menti che più mi ha aiutato a sentirmi a mio agio con me stessa nei periodi dell’inadeguatezza dai venticinque anni in su (prima avevo i Radiohead, che assieme a kafka mi ha insegnato che essere infelici non vuol dire essere sbagliati). Come molti, io il Tom me lo sono sentito vicino e me lo sono sentito intimo, esattamente come è successo con quegli scrittori che mi hanno aiutato a costruire una visione del mondo e un’immagine ricca della vita e della morte.


Più che il Tom Waits dei raindogs quello che sento vicino è un artista indulgente ed eccentrico, che mi ha aiutato e mi aiuta a fregarmene di un sacco di cose, a liberarmi dai sensi di colpa e di tutti i modelli di vita derivanti dall’esterno, a ribadire la ricerca del proprio modo di essere e a prendermi la responsabilità della mia serenità, a cercare voci alleate e non nemiche, a non prendermi troppo sul serio. Perché quella voce fatta dalle profondità della Terra e tanto tanto tanto fumo, è per me un’eco ruvida e calorosa del cuore, una tazza di caffè caldo corretto al rum, una coperta ruvida e i suoi testi sono un camino acceso e crepitante, un qualcosa di caldo confortevole e che va tutto bene.


Chocolate Jesus, A Murder in the red burn, Heartattack and wine, Come on up to the house, Bad as me, Shake it  e poi le sue interpretazioni in Daunbailò, in Dracula, ne La leggenda del re pescatore rendono il Tom un modo di essere, un modo di sentirsi, un modo di prendere una pausa dalla perfezione e dall’efficienza per ricaricare le proprie batterie esistenziali e ricalibrare il nostro radar empatico, prima di tutto verso noi stessi, e solo dopo, quando si è pronti, verso il prossimo.
E queste cose per cui essere infinitamente grati a una persona.

Che poi per me Tom Waits è stato anche un cupido, perché è stato il primo argomento di conversazione, dodici anni e rotti fa, tra me e il mio compagno.
E a maggior ragione è giusto festeggiare una persona che fa cose belle che portano ad altre cose altrettanto belle, e forse anche di più.


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