venerdì 1 novembre 2019

Inktober 2019 – Giorno 31: Maturo

Veronica Galletta

Maturo è il tempo di ottobre, in questo ultimo giorno, maturo questo ink, in quest’ultimo post. Stanotte è la notte di Halloween, la festa preferita di mio figlio, che spero che in quel senso maturo non diventi mai, che gli piaccia sempre il travestimento e abbracci sempre la paura, senza paura.

Massimo Guelfi


Chiara Lecito

Da bambino era serio e posato, sempre obbediente, la gioia di ogni genitore e di ogni insegnante.
Crebbe tranquillo e posato, molto conscio dei suoi doveri e del suo posto nel mondo; poi, all’improvviso, ma forse non inaspettatamente, sbroccò. Niente di violento, solo mollò tutto e tutti e si mise a vivere un po’ come veniva.
Sono sempre stato molto maturo, diceva, e quindi adesso sono marcito.

Francesca Maggi



A volte rifletto sul concetto di "esame di maturità" trovando questo termine pretenzioso e alquanto ottimista.
Si da per scontato che l'adolescenza con i suoi drammi e i suoi picchi ormonali sia ormai alle spalle e che a 18-19 anni si sia ormai pronti per una vita adulta e responsabile. La maturità è stata per me un rito di passaggio, ma forse al contrario: sono sempre stata una bimba serissima e assennata, invecchiando invece mi ritrovo più spensierata e ingenua.
Il mio esame fu un vero e proprio disastro e rischiai seriamente di venire bocciata, dopo un discreto percorso scolastico mi ritrovai in quei mesi primaverili stanca e apatica e allo stesso tempo ero come un vulcano che stesse per eruttare. La prova orale fu incredibilmente identica a quella del protagonista del film "Ovosodo": parlai di tutto fuorché degli argomenti prefissati. In perticolar modo si parlò a lungo del mio tema, e di come in otto colonne fitte fitte ero riuscita in realtà ad andare fuori tema non più svariati modi.
Quel giorno segnò comunque il passaggio fra un prima e un dopo, gli argini erano stati infranti. Era l'inizio di una nuova era.
(Forse)

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