giovedì 28 novembre 2019

Due appunti mentali (ovvero fatti miei)

Credo che sia capitato a tutti di fare degli errori che poi hanno cambiato la nostra vita in meglio; tuttavia, pensare a quegli errori ci mette terribilmente in imbarazzo. uno dei miei sbagli benedetti è un errore d’interpretazione del quadro che accompagna il post, che è la Vocazione di san Matteo di Caravaggio. Fortunatamente non ho mai avuto l’opportunità di parlare del quadro e di conseguenza nessuno sa della mia lettura sbomballata, e non mi metterò a farlo adesso, e men che meno mi metterò a parlare del mio errore, tuttavia le conseguenze sono state importanti.
E l’imparare cose che mi hanno migliorato la vita da un errore mi fa sentire tranquilla e leggera.

La vita ci chiama a prescindere da tutto, e noi dobbiamo rispondere.
La Grazia è una cosa difficile da capire e comprendere, ma siamo costantemente toccati da essa.
Davanti alle vocazioni non possiamo fare nulla.
Non possiamo continuare la nostra vita quando la verità ci chiama, e ci illumina. Possiamo solo fare finta, e farlo pure male.
L’illuminazione è un pizzicore che non ci molla.
Le cose vengono da dentro, la manifestazione esterna è solo una conseguenza.
Dobbiamo essere grati, grati, grati, a prescindere da quel che accade, perché c’è una luce, ed è una luce a prescindere da noi.


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