mercoledì 2 ottobre 2019

Inktober 2019 - Giorno 2: Irragionevole

Veronica Galletta

Scrivi, gli dico e mentre glielo dico mi giro attorno, in cerca di una penna, di qualcosa su cui scrivere. Non c’è mai nulla per scrivere a casa loro, così ti tocca setacciare fra bollette accumulate, in mezzo a grovigli di fili e passamanerie, dentro alle pile dei giornali. Lui mi guarda, seduto al tavolo, e sorride, mentre io batto superfici per la sua casa che una volta è stata anche la mia. Sembro cieca penso, e mi rassegno a prendere un sacchetto per il pane, lo apro e lo stiro alla bell’e meglio. Sorride, mentre glielo passo qualche briciola cade a terra. Scrivi, gli dico allungandogli una penna frugata dalla mia borsa. Lui la prende, sorride ancora.
Dicono che uno dei primi segnali di malattia neurologica sia la perdita della propria grafia. Lui è ancora giovane, ma la familiarità è tanta, anche se lui fa finta di non. Scrivi, penso ancora, ma non glielo dico. Scrive, lento, docile. Poi mi passa il sacchetto del pane. Ride proprio, adesso.
Mia figlia è una pazza perché si è licenziata, c’è scritto nella grafia decisa e irregolare che gli ho sempre conosciuto, e ora sono io che sorrido. Sì, mi sono licenziata. La malattia è ancora lontana, e ogni infingimento è finalmente caduto. Scrivi.

Chiara Lecito


Cominciava sempre come una supplica: Per favore, non essere irragionevole, e finiva sempre con condiscendenza, Ma tanto farai come ti pare. E tra suppliche e concessioni invecchiò e morì, e l’altro andò al funerale così, per pura curiosità, con un senso di leggerezza che non si sapeva spiegare. Quindi, dopo la cerimonia, andò in un bar, si bevve un bel bicchiere di vino, e brindò tra sé e sé alla fine degli ordini sotto mentite spoglie e alla pace che sfugge a ogni ragione.

Elda Mattesini

Elogio dell’irragionevolezza

L’uomo ragionevole si adatta al mondo; l’irragionevole insiste nel tentare di adattare il mondo a sé. Quindi, ogni progresso dipende dall’uomo irragionevole.

(George Bernard Shaw, Uomo e superuomo, 1903)

Irragionevole = contrario di ragionevole, non moderato dalla ragione


Spesso quando parliamo, scriviamo o leggiamo, presi dal voler comunicare ciò che abbiamo nella testa , non ci soffermiamo più di tanto sul significato delle parole, oggettivo o anche soggettivo e interiore.
Irragionevole non è colui che sceglie o vive secondo l’istinto, ma che vive una irragionevolezza consapevole, sceglie consapevolmente di fare atti irragionevoli.  

E’ irragionevole colui che è dotato di pensiero critico : chi è sempre d’accordo con tutto o quasi ci viene propinato, è considerato ragionevole: credo che sia questo il motivo per cui in molti elogiano la ragionevolezza.
Essere irragionevoli ci fa ribellare (non tutti e non sempre) di fronte alle ingiustizie. 
Ci fa pensare e scegliere quello che va bene per noi 

La ragionevolezza è spesso noiosa. 
Volete mettere quanto è più divertente scandalizzare chi ci sta intorno e chi ha  già tracciato per noi la  strada ? 

L’irragionevolezza ci porta a sognare e a combattere per vedere quei sogni realizzarsi; 

ci porta a sperare anche quando la ragione ci dice il contrario. 
In fondo credere nei miracoli non fa male a nessuno e ogni tanto  questi si avverano, no ?

Dafne Munro

Se mangiare a tavola o con il vassoio sul divano. 
Se lavare le mani ora o dopo. 
Se lanciare la pallina verde di legno massiccio. 
Non la puoi tirare la pallina verde e, nonostante il divieto, con la poesia della ribellione e della sana irragionevolezza tipica dei tuoi tre anni, la scagli nel vuoto in nessuna direzione e mi guardi maligna per vincere la tua sfida. Tra tutte le libertà di cui ti puoi avvalere, non c’è spazio per quella irragionevole di fracassare il vetro della finestra o il silenzio degli abitanti del settimo piano. 
La tua rivolta termina nel pianto.  Ma cosa te ne vai nella tua stanza con il broncio e le braccia conserte, te l’ho spiegato: la realtà, prosaicamente, si attende razionalità. 
 La tua rivolta se ne infischia perfino dell’amore del mio primo impulso, che dovrei frenare, e invece prorompe e arriva ad abbracciarti per consolarti di tutti i divieti ai tuoi occhi irragionevoli e ingiusti.  
Mi abbracci, compatta, appagata: mi contamini. 
Mi guardi, e tiri la pallina.

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