mercoledì 10 luglio 2019

Litigio di una mattina di quasi mezza estate



Dovrei portare fuori l’indifferenziato, ma ho un po’ di timore, perché fuori stanno litigando in maniera abbastanza vivace. Vivo in una zona turistica, e capita abbastanza spesso, per le ragioni più disparate.
Siccome prima stavo lavorando con le cuffie nelle orecchie non me n’ero accorta, ergo, mi sono persa tutto l’attacco e sono entrata nel bel mezzo del concerto. O, meglio, l’apice del concerto è entrato a casa mia.
Si sentono tre voci che urlano cose del tipo:
“Questa è proprietà privata!”
“E io chiamo i carabinieri!”
“Chiamali!”
“Questo è un abuso!”
E da questo deduco che la causa del contendere è una delle seguenti:
1) cacca dei cani
2) raccolta differenziata.

Alle urla del litigio si uniscono gli abbai di due cani, uno dei quali sembra una persona che imita un abbaio, e allora aguzzo l’udito, cercando di capire se si tratti effettivamente un cane oppure di un quarto contendente con una voce un tantinello sfortunata. Sento anche la donna del piano di sopra che scende e borbotta “Ma che succede, io vo’ capi’ che succede”, e io penso in bocca al lupo, ma non mi muovo di qui; in effetti, è proprio in questo istante che sospendo il documento su cui sto lavorando e apro il foglio su cui sto scrivendo ora. Il fatto è che a tutto l’ambaradan si sono anche unite tutta una serie di notifiche di WhatsApp tipo mitra, e quello che mi ha colpito è la cadenza armonica del tutto.

Una delle voci femminili coinvolte (non voglio neanche sporgermi dal balcone per vedere cosa sta succedendo, mi basta dedurre che i contendenti siano una coppia anziana e un’altra donna) ha un accento fiorentino, e solo per quello mi viene da darle torto; respingo questo pensiero ignobile e mi riconcentro sulla vicina, che sta tornando nei suoi appartamenti. Il cane si acquieta, la persona-cane pure, e la coppia si è allontanata dalla discussione; e l’altra, quella con l’accento fiorentino, continua a borbottare a voce alta, e a me vengono in mente gli a parte teatrali, solo che, in questo caso, di quel che dice non me ne importa nulla.

Ora c’è silenzio, e penso a quanto è stressata la gente, soprattutto quando viene in vacanza, e allora segue una concatenazioni di pensieri stantii e accaldati come questa stagione che non passa mai.

Devo portare fuori l’indifferenziato, e se qualcuno mi dice qualcosa io non mi metto certo a litigare, ma gli cavo direttamente gli occhi.

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