domenica 14 luglio 2019

ESTROGENO CHIAMA TESTOSTERONE - PRONTO/PROVA

Ieri, una mia carissima amica mi ha passato una piccola lettura che ovviamente ho divorato 24 ore dopo. Un libro minuscolo, poche pagine che custodiscono al suo interno, secondo me, il segreto del senso della vita; una storia che mi ha costretta a raccogliere i capelli con un elastico perché mi ha fatto sudare.
Un tempo lontano, dove raccogliere ciò che Madre Natura donava era, non solo una necessità, ma anche un dovere nei confronti di un'intera esistenza che rischiava l'estinzione. Tutto scorreva "come da copione '800": le malattie di quell'epoca, uomini e donne con mansioni ben precise, padri più o meno affettuosi che alle volte ricorrevano anche a piccoli doni trovati lungo il proprio cammino quotidiano, come simbolo devozionale verso la casa, la famiglia, il focolare. Un popolo che ha vissuto su un lembo di terra che solo il vento poteva raggiungere senza difficoltà.
Tutto questo raccontato e scritto attraverso il pugno della Signora protagonista di quest'epoca antica, segnata dalla guerra, dai tradimenti e dalle ribellioni di una Francia provenzale che non profumava affatto di lavanda e baguette calde.
Un racconto tramandato come fosse un testo che conserva un potente incantesimo.
Narra di un conflitto che non starò a descrivere ma che comunque ha richiamato tutti gli uomini portandoli lontano e fuori dalle vite delle donne, rimaste sole. E per chi ce li aveva, sole con bambini. Ma la scomparsa del maschio, dell'amore che questo poteva dare, della sua virilità, della sua forza lavoro e del suo seme, non ha scoraggiato il seguito.
Le donne rimaste in quel villaggio hanno avuta la forza di creare una bolla, al cui interno viveva questa piccola società di femmine che ha imparato a imbroccare forcone e fucile, che ha abbellito lo spazio circostante vestendo gli spaventapasseri a festa, con le proprie vesti nuziali. Hanno preso conoscenza del lavoro della terra,  i cui predecessori di sesso maschile impiegavano per il sostentamento delle famiglie e della collettività.
Ma la cosa che più mi ha colpita è il potere che hanno dato all'intenzione espressa: il desiderio di avere un uomo e di condividere quest'uomo al solo scopo di portare avanti l'intera esistenza umana, non avendo idea di quello che ci fosse fuori da quel posto. Sognavano di riempire il vuoto lasciato dall'improvvisa mancanza testosteronica nel villaggio. Riprovare l'amore anche fosse stato solo per un breve momento. Un patto sigillato con la parola che al tempo aveva più valore del sangue.
In questo racconto si parla di quello che oggi potremmo chiamare legge di attrazione, chiedi e ti sarà dato.
Le vibrazioni di un'intera comunità femminile che ha raggiunto un singolo uomo che con la sua sensibilità ed il suo senso del dovere si è meritato quel villaggio, quelle donne, la loro fiducia, ma soprattutto la voglia di vedere  fecondato un desiderio.
A me ha fatto pensare quanto sia potente il richiamo di un profumo, di una parola, di un suono.
E quanto sia un pioniere, chi riesce a percepire tutto questo. Tutto è energia, siamo fatti di energia, per quale motivo non la dovremmo sentire?
Un'intenzione priva di aspettative, semplicemente ricca di desiderio, di volontà, di realizzazione è un'invocazione, un creare fino alla fine dello spazio e del tempo, senza per forza avere dei poteri super speciali, solo amore consapevole. Un senso di responsabilità immenso, privo di competizione e malafede.
Chapeau
Grazie Chiara <3

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