lunedì 10 giugno 2019

Sogno di una notte di mezz'estate (Mendelssohn)


Il “Sogno di una notte di mezz’estate” è considerato, forse non a torto, il capolavoro di Mendelssohn. Le opere di Shakespeare erano molto popolari in epoca romantica, così ricche  di elementi fantastici e soprattutto – nel caso del Sogno – di tratti fiabeschi quali fate, folletti, incantesimi.

Il primo brano a essere composto per questa raccolta di musiche di scena (giacché di questo si tratta, e non di un’opera) fu l’Ouverture, scritta per pianoforte a quattro mani dopo che l’autore ebbe assistito a una rappresentazione della commedia a Berlino, e destinata probabilmente a essere suonato da Felix stesso assieme alla sorella. In seguito, il pezzo venne arrangiato per orchestra quando Federico Guglielmo di Prussia gli chiese di comporre le musiche per una nuova rappresentazione dell’opera.
Nell’orchestrare la rappresentazione del Sogno, Felix supera se stesso: i brani sono meravigliosi, e rendono perfettamente l’idea dello stupore che egli deve aver provato nel vedere la commedia per la prima volta, quel senso di meraviglia misto a trepidazione. In effetti, la maggior parte dei brani di Mendelssohn nascono proprio da impressioni di suoni, colori, paesaggi, o in questo caso: rappresentazioni cui l'autore aveva assistito. 
Per quanto mi riguarda, amo particolarmente il Notturno, con quei corni dolcissimi che cullano gli amanti addormentati, e lo Scherzo, spiritoso e vivace; composizioni perfette sotto tutti i punti di vista, delicate e potenti allo stesso tempo, in pieno spirito romantico, come solo il mio amato Felix riesce a fare. 

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