venerdì 7 giugno 2019

Ragazze Fighe: Aliya Whiteley



Farò la guerra a chiunque consideri me, e altri come me, dei soggetti irrilevanti.
Combatterò per rendere migliore questo mondo.
(L’arrivo delle missive)

Che poi alla fine la letteratura è uno sguardo sull’altro da sé e sul rapporto che con questo altro riusciamo a costruire; e la letteratura fantastica, nel senso più generale del termine, non è altro che una radicalizzazione dello sguardo, della narrazione, della voce che racconta della mente che agisce e, naturalmente, sul suddetto altro, e su come questo si compenetra con ciò che siamo. E più questo percorso è intimo, sincero e genuino, più noi ci sentiamo altri da noi stessi, e magari scopriamo di pèossedere mappature della personalità e dell’esistente che mai avremmo immaginato, pensato e sospettato di avere.

La speranza ha la forma di una compenetrazione, anziché di un’evoluzione lineare.
(La Bellezza)

Il fatto è che il weird, a mio modestissimo e insignificante parere, non è tanto un genere letterario quanto un modo di essere; e Aliya Whiteley (nello specifico, e in ordine di lettura, L’arrivo delle missive e La Bellezza, tradotti entrambi da Olimpia Ellero e pubblicati dalla splendida Carbonio editore) è una ragarra weird al cubo, di quelle che si gasano (e che di conseguenza gasano chi la legge) attraverso un’alterità che contiene in sé moltitudini di sfaccettature sconosciute, che si rivelano ognuna con un senso di sempre crescente sbalordimento; e non uno sbalordimento che atterrisce, ma una stupefazione che apre a infinite possibilità, e che rivela, e che ci fa scoppiare il cuore di amore, e consapevolezza, e vita.


La natura, ovviamente, non è armoniosa, né è destinata a formare un disegno perfetto.
(L’arrivo delle missive)

Sia la giovane protagonista de L’arrivo delle missive che il narratore de La Bellezza partono da una posizione isolata all’interno della comunità di riferimento (un paesino inglese che ancora porta le ferite della Prima Guerra Mondiale nel primo romanzo, un gruppo di uomini che devono fare i conti con un’epidemia che ha portato alla morte di tutte le donne nel secondo), scoprono il diverso, si aprono ad esso, poi vivono un conflitto e lo superano sviluppando una chiarezza adamantina nei riguardi di loro stessi e del mondo. Questa dinamica rende Whiteley un’autrice meravigliosa da leggere per il suo stile antico (ne La Bellezza quasi da menestrello) unito a una visione letteraria basata sul guardare avanti e dentro se stessi con coraggio e fiducia, sull’aprirsi al mondo e, soprattutto, abbracciare con gioiosa audacia l’imponderabile.

Ora mi chiedo se non ci sia un’innata amarezza alla base dell’educazione, un processo che presuppone significati nascosti e avviene sempre a caro prezzo.
(L’arrivo delle missive)

E io mi sono perdutamente innamorata di questa autrice, perché è leggiadra, attenta a tutto ciò che è umano, e le sue invenzioni hanno un sapore di pienezza, e di vita contemplata nel suo mistero, amata nella sua imprevedibilità, nella sua complessità, una complessità che paradossalmente ripulisce lo sguardo e nutre l’ardimento con cui possiamo affrontare lo strano in cui è sommersa la nostra quotidianità.
Perché quello che Whiteley racconta, in fondo, è l’apertura, e il fare i conti con l’incredibile che si offre al nostro sguardo, sfidando ogni pretesa di ordine, di catalogazione, di paura, di solitudine, di rifiuto; il weird diventa una delle tante varianti del percorso, una possibilità che apre a milioni di altre variabili, un test che ci prepara ad affrontare l’ignoto e l’impossibile, anzi a rincorrerlo, a desiderarlo, fino a farlo diventare parte di noi, a riconoscerlo in noi, come la parte più profonda di noi, quella più vera e legata al respiro del mondo; quel respiro che da vita alle storie più belle, più misteriose e più vive.
Perché siamo creature forti, impavide, dotate di senso di meraviglia, e, se ci buttiamo a vivere con coraggio, capaci di superare ogni avversità.

Oggi il mondo va avanti, e devo trovare nuovi sistemi per trasformare la verità in una storia.
(La Bellezza)

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