mercoledì 5 giugno 2019

Il silenzio del mare e altre resistenze

C'è un film del 1947, in bianco e nero, francese. E' l'opera prima del regista Jean Pierre Melvill che, mi dice Internet, perché personalemte di cinema e cinematografia non ne so nulla, è un maestro del noir e del poliziesco in Francia e in Europa. C'è un altro film, del 2004, a colori, ancora una produzione francese. Di nessuno dei due sono riuscita a rintracciare la versione in italiano. Poco male. Mi accontenterò del romanzo omonimo da cui è tratto, Il Silenzio del Mare di Vercors, e credetemi e un gran bel "accontentarsi". 



Francia, 1941, durante l'occupazione nazista. Un anziano uomo e la sua giovane nipote sono costretti a ospitare in casa un ufficiale tedesco. La loro resistenza a questa invasione nella loro vita e nella loro patria è il silenzio.  Werner Von Ebrennac ogni sera, quando scende nel salotto dei suoi ospiti muti, racconta di sé,  del suo sconfinato amore per la Francia, per la letteratura, per la musica, per l'arte. Tutto in tranquilli e lunghissimi soliloqui, senza farsi intimorire dall'assordante silenzio che riceve come replica. Declama come la guerra in corso sia semplicemente una manovra strategica per unire Francia e Germania perché poi diventino le nazioni guida di una grande meravigliosa Europa unita. Lo dichiara con passione, ne è fortemente convinto. La sua voce vacilla solo quando guarda la ragazza silenziosa seduta in poltrona, china a cucire. Ne è attratto, gli piace la sua caparbietà e la sua fierezza, ma ne percepisce anche il conflitto interiore. Perchè alla resistenza del silenzio, leggittima e inesorabile contro il nemico, piano piano si aggiunge la resistenza che zio e nipote fanno contro se stessi, per impedirsi di cedere e di interloquire con questo soldato tedesco così gentile, così umano e così diverso da quanto ci si aspetti. Sarà lo stesso Von Ebrennac a toglierli dall'empasse. Di ritorno da una licenza a Parigi, Werner rivedrà tutte le sue convinzioni e troverà anche lui nel silenzio l'unica via di salvezza, l'unica resistenza alla verità. 

Vercors ha scritto Il Silenzio del Mare nel 1942. E' stato subito un successo: questo breve romanzo è stato considerato come un testo motivante per incoraggiare popolazione e soldati alla resistenza del silenzio tanto che è stato prontamente tradotto in inglese e distribuito oltre Manica. 

Non aggiungo il mio giudizio a questo libro. Mi è piaciuto così tanto che non so dire perchè mi sia piaciuto così tanto. Ogni commento che potrei scrivere sul Il Silenzio del Mare non gli renderebbe abbastanza giustizia. Quindi ai prossimi lettori o a chi l'ha già letto l'ardua sentenza! 

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