venerdì 3 maggio 2019

Made in Japan (i manga che leggerò)


È Maggio, il tempo è scemo come tutto il resto, ma io sono in nuova fase ipermangareccia dopo aver letto il meraviglioso Happiness di Shouzo Oshimi (ormai credo il mio mangaka preferito, assieme a Shintaro Kago e Q Hayashida, sui quali scriverò a breve pezzi dedicati), e allora mi metto alla ricerca, con rinnovato ottimismo, di storie che possano catturare la mia attenzione, fino a che, come accade sempre, incapperò in due o tre storie scemine e bruttarelle che puntano all’effetto facile o al sentimentalismo d’accatto.
Perché il problema che ho con i manga è che sono tanti, tra generi e sottogeneri e prodotti sperimentali e incroci e robe che sembrano particolari e che invece sono smaccatamente commerciali; inoltre, io ho bisogno di una roba che abbia un inizio e una fine, pertanto difficilmente mi si vedrà leggere o seguire opere che sono ancora in fase di produzione, e preferisco buttarmi su quelle già concluse.

Quindi, come sono solita fare da un po’ di tempo a questa parte, ho fatto una lista delle storie che mi sembrano più vicine al mio gusto e che ho intenzione di leggere nel breve periodo.
Magari interessano anche a voi.

Onani Master Kurosawa (di Katsue Ise e Takuma Yokota)


Come già il titolo lascia intendere, il protagonista della storia è molto bravo nella nobile arte della masturbazione; dopo aver marchiato un gruppo di bulli con la sua arma bianca, il nostro viene ricattato da una tipa che vuole obbligarlo a fare lo stesso con le ragazze che la tormentano.
Ora, il rischio fregatura è alto, ma la trama è troppo spettacolare per non indurre in tentazione (e poi spero con tutto il cuore che ricattatrice e segaiolo s’innamorino e si mettano insieme. Sono una romantica, e adoro i fidanzamenti tra stramboidi)

Franken Fran (di Katsuhisa Kigitsu)


C’è una mezza zombie che fa cose abbastanza truci.
Ho letto commenti su questo manga entusiastici per quanto riguarda lo humor e l’inventiva quasi surrealista di tutto l’ambaradan, mentre i detrattori lamentano una scarsa continuity e un eccesso di nonsense; dato che a gusto mio i pregi superano i difetti ho idea che mi piacerà parecchio.

Reziou(ko) Ningen Dai 1-gou (di Miki Tori)


Una tizia una mattina si sveglia e scopre di essersi trasformata in un frigorifero, installata nella casa del tipo di cui è innamorata. Lo leggo perché voglio sapere come va a finire (e poi è una storia brevissima, ergo anche la perdita di tempo è relativa, e lo stesso dicesi per il rischio fregatura)

Freesia (di Jiro Matsumoto)


Il protagonista è un killer specializzato in delitti d’onore, che nel Giappone della storia sono stati legalizzati. Ho sentito cose mirabolanti su quest’opera e soprattutto sul suo protagonista, e sono davvero incuriosita

Shokuryou Jinrui (di Kazu Inabe, Yuu Kuraishi)


Questo è finito ora ora in Giappone, pertanto toccherà aspettare un po’. La storia è quella di gente che mangia altra gente a causa del disastro climatico, e non si sa altro. L’idea del cannibalismo è sempre stuzzicante ed eternamente attuale, pertanto tutto si gioca su come viene sviluppata.

E adesso cominciamo.

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