mercoledì 13 febbraio 2019

Ma San Valentino è rosa, o giallo-rosa?


All’ennesimo libro “giallo” che mi accingo a leggere (dopo averne lisciato la copertina più volte, un rituale che seguo da sempre, prima di iniziare una nuova storia) mio marito mi chiede se posso contemplare la possibilità, magari anche in un futuro prossimo, di cimentarmi con un genere diverso.
Considero brevemente questa possibilità, e rispondo che in effetti ho compilato una lunga lista di volumi che mi incuriosiscono, ma ammetto che mi è difficile staccarmi dal genere giallo, che tanto amo. È come se ogni volta che mi avvicino alla libreria, una forza invisibile mi guidasse nella scelta.
E poi diciamocelo, il romanzo giallo può assumere tante sfumature diverse, che finisce per essere una lettura variegata, dai molti sapori differenti.
Ad esempio, in questi giorni nei quali si parla d’amore (S. Valentino è domani) e si pubblicano molti articoli che consigliano volumi romantici, ecco nemmeno in questi giorni il romanzo giallo è fuori luogo: certo, non raccomanderei una storia del genere hard-boiled, alla Mickey Spillane per intenderci, ma perché non assaporare uno dei libri della vecchia scuola inglese, in cui oltre al mistero da risolvere c’è anche quasi sempre una storia d’amore romantica?
Mi vengono in mente i primi gialli che lessi, avrò avuto una decina d’anni. Più inglesi di così non si poteva, erano tutti scritti da Edgar Wallace, uno di vecchio stampo, che ancora tratteggiava personaggi con un codice morale severo, perfino i cattivi avevano tratti dignitosissimi. A turno, mi appassionai alla storia d’amore tra Stanford Beale e Olive Cresswell ne La ruggine verde, poi a quella tra Peter e Leslie ne La collana di smeraldi. Trattenni il fiato quando, nel bel mezzo di Il segreto del passato, la protagonista ammira le luci della città su un terrazzino che crolla, facendola precipitare nel vuoto…per essere afferrata quasi per miracolo dalla mano dell’eroe buono che, sì, fa tanto Errol Flynn in calzamaglia. E ancora, vagai nei boschi del Canada insieme a October Jones e Robin Beausere, vagabondo misterioso nel libro dal titolo omonimo. 



Anni dopo, quando passavo l’estate nella ridente cittadina di Clacton-on-sea, Essex, CO15 6PH, terra di pensionati e bagnanti, scoprii che il vecchio Edgar era solito trascorrervi l’estate, quando ancora Clacton era una località turistica ben frequentata, e me lo immaginavo in completo di lino bianco e cappello in testa, a guardare il mare seduto su una sdraio su quella spiaggia pietrosissima, e a inventare le sue trame e le sue storie d’amore. 




Sì, perché nei gialli della buona vecchia e rassicurante scuola inglese, non è importante solo capire “chi è stato” a commettere il delitto o il misfatto di turno, ma anche gustarsi l’inevitabile storia d’amore che sboccia tra i protagonisti: una giovane donna moderna e indipendente, e un giovanotto che inevitabilmente si innamorerà di lei, e l’amerà per tutto il libro in silenzio, per dichiararsi solo alla fine.
La mia amata zia Agatha, ad esempio, affronta in modo già diverso le relazioni amorose tra i protagonisti. Una volta lessi in un articolo, e in effetti non potrei essere più d’accordo, che nelle sue storie il matrimonio o il fidanzamento vengono presi in considerazione solo se disfunzionali: mariti e mogli che si odiano (in Poirot sul Nilo, è la moglie che si becca la pallottola in testa, mica l’amante…), o che si sono sposati per interesse, o che hanno comunque qualcosa da nascondere (ve lo ricordate quel delizioso racconto dal titolo Il villino degli usignoli?).  Le coppie felici, come Tommy & Tuppence Beresford, sono un’eccezione. Semmai, abbondano i celibi e le zitelle, Miss Marple in testa.
In effetti, ora che ci penso, posso andare di là e dire a mio marito che, anche per questa settimana, rimarrò su un classico whodunnit o un noir, potrei addirittura leggere Il Grande Sonno, e rispolverare la frequentazione, per ora solo cinematografica, con Bogart& Bacall (impermeabile e occhio languido, abbinamento imbattibile). Magari la prossima settimana, chissà…darò retta a mio marito!


Nessun commento: