giovedì 24 gennaio 2019

William Somerset Maugham (una breve introduzione appassionata)



Il vocabolario Treccani dà al cinismo due definizioni: una meno comune, che descrive il termine come la dottrina e la setta dei filosofi cinici, l'altra invece illustra il comportamento della persona cinica: l'impudente ostentazione di disprezzo verso le convenienze e le leggi morali e verso tutto ciò che è nobile e ideale. Da ciò si deduce che il cinico è una persona autonoma dal punto di vista etico e indipendente sotto l'aspetto intellettuale; in più, almeno la maggior parte delle volte, il cinico è anche una persona tollerante verso i vizi altrui ed ha un gran senso dell'umorismo.

Il divario tra quel che un uomo professa e quel che fa è uno degli spettacoli più divertenti offerti dalla vita.
(Acque morte)

William Somerset Maugham è uno degli scrittori su cui mi capita di rinunciare a discutere più spesso, perché è palese che chi lo definisce cinico non intende fargli un complimento. Anche la definizione che lo descrive come “il maggiore tra i minori”, sposata da moltissimi, smonta ogni volontà di ribattere, o approfondire qualsiasi discorso.

È follia comune delle coppie felici non voler avere segreti per l'altro; ciò le porta a un mucchio di disillusioni.
(La signora Craddock)

Il fatto è che Maugham è lo scrittore di quelli che si sentono sempre fuori contesto e che non hanno la minima voglia di adeguarsi, che ogni giorno costruiscono una loro architettura etica (che viene continuamente ristrutturata) e che cercano un sistema di vita che vada oltre le convenienze, le leggi morali e tutto ciò che è nobile e ideale. Perché il problema di ciò che è nobile e ideale è che distrugge vite, spezza relazioni, chiude il cuore, ci fa vedere il mondo attraverso dei filtri che lo appiattiscono e gli tolgono colore.

Quando uno non riesce in nessun'altra cosa, di solito si mette a scrivere.
(Il filo del rasoio)

Maugham stesso ha passato la vita a essere fuori posto: cresciuto da uno zio, in un paese di cui dovette reimparare la lingua, emotivamente represso (da qui la balbuzie che lo ha perseguitato, seppur sporadicamente, per tutta la vita), poco autonomo fino alla maturità; vive in conflitto con la propria omosessualità e non riesce a riprendersi dalla morte del suo amante; la sua attività di scrittore è stata sia la sua più intima vocazione sia una copertura utilizzata durante il suo lavoro per i servizi segreti. Forse l'unica critica che gli si potrebbe fare, è l'aver utilizzato il cinismo più in maniera difensiva che creativa, ma è un limite che tocca la sua vita e non i suoi romanzi o i suoi racconti.

Quando il piacere ha esaurito l'uomo, questi è convinto di essere stato lui ad esaurirlo; allora ti racconta, serio e grave, che non vi è nulla che possa soddisfare il cuore umano.
(La giostra)

Perché la vittima del Maugham narratore non è mai l'essere umano, ma il contorno morale e sociale che lo soregge e lo struttura, le aspettative che lo muovono e lo governano, il conformismo, il desiderio di accettazione, la rispettabilità: tutti quei valori e convenienze che i cinici disprezzano con ostentazione e impudenza. Gli “eroi” di Maugham non cercano altro che un proprio posto nel mondo, un modo per essere pienamente se stessi, una chiave di lettura di un ambiente ostile, un modo per destreggiarsi in una realtà che non tiene conto di noi.

La generale idiozia dell'umanità è tale che si possono muovere gli uomini a furia di parole.
(Vacanze di Natale)
L'ironia, spesso definita “crudele”, di Maugham non è altro che l'ironia imparziale della vita, raccontata con uno spirito d'osservazione, che ha pari solo in Jane Austen, per la quale il nostro si spertica in lodi; e lo stile tagliente, asciuttissimo, essenziale, precisissimo diventa per il lettore una bussola, e i suoi libri una stella polare per coloro che, come lui, vivono nell'anticonformismo ma senza crogiolarsi in esso.

Il Tao. Alcuni di noi cercano la Via nell'oppio e altri in Dio, alcuni nel whisky e altri nell'amore. È sempre la stessa Via e non porta da nessuna parte.
(Il Velo dipinto)

E Maugham era talmente fuori posto da diventare uno di quei classici anonimi, mai davvero studiati, mai approfonditi sul serio, mai conclamati e mai celebrati, ma che vengono letti, e riletti e adorati da intere generazioni di fuori posto, persone che non discuteranno mai il suo cinismo, perché sanno cos'è, e sanno che è una cosa buona e sana.

Nessun commento: