venerdì 20 luglio 2018

Il Manifesto Programmatico

Tennessee Williams scrisse: «Noi tutti viviamo in una casa in fiamme, senza poter chiamare i vigili del fuoco; senza una via d’uscita, solo la finestra del piano superiore da cui guardar fuori mentre le fiamme radono al suolo la casa con noi chiusi dentro, in trappola». In un certo senso, il drammaturgo aveva ragione. Sì, ma… che vista da quella finestra al piano di sopra!
Quello che Tennessee aveva trascurato di aggiungere era che se guardiamo da quella finestra con un’avida curiosità e uno sguardo appassionato; con uno spirito generoso e la capacità di deliziarci, e il linguaggio con cui sostenere e arricchire le cose che vediamo, allora NON HA IMPORTANZA che la casa stia bruciando attorno a noi. Non conta. Cazzo, che bruci pure!

Questo brano, tratto da Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi di Tom Robbins, mi sembrava adatto come manifesto programmatico. Perché il piacere, il godersi ciò che abbiamo intorno, la capacità di cogliere il bello, costituisce quel centimetro mentale che ci impedisce di essere schiavi delle cose che ci capitano. La vita scorre, la casa brucia, e darsi con amore a quello che si ha davanti agli occhi è l’unico modo per non passare invano, almeno davanti a noi stessi, che è già assai.
E niente, questo per dire che qui voglio mettere giù le cose che mi danno gioia e appagano la mia anima, e chi vuole condividere ciò che lo rende contento con me è il benvenuto. Perché il godimento consapevole è l’unica cosa che resta, che germoglia e che cresce, fino a diventare una parte di noi: quella migliore.